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B. Leonora da Madrigal [...]

Cap. V

[371] Quanto più viene nobilitato dalla sua famosa antichità l’insigne Convento di S. Maria della pietà, habitato da molte Religiosissime Verginelle dell’Ordine nostro, nella nobil terra di Madrigal in Ispagna, tanto poi maggiormente illustrato rimane, per le molt’Anime Sante, che in varii tempi hà partorito al Cielo; frà le quali certamente tiene, per mio credere, il primo luogo, una Beata serva di Dios, chiamata dal Panfilo, e dal Romano, Leonora Betanzos, la quale fù cotanto santa, e di tali virtù maravigliosamente dotata, che perciò molto fù stimata, e santamente amata da quel gran prodigio di santità, il B. Fra Gio. di S. Facondo, del quale frà poco alcuna cosa diremo; ma come spesse volte il Santo venisse a discorrere con la buona Madre Leonora delle celesti cose, il che recava indicibile consolatione all’Anima, così dell’una, come dell’altro, fù questa loro, così frequente conversatione (adoprandosi in ciò con ogni sforzo il Demonio) sinistramente interpretata da una Religiosa per altro buona, la quale Caterina Romana si chiamava, quasi che stimasse, che di così frequenti coloquii originaria cagione ne fosse, non il Divino, ma l’humano amore; ma il vero scrutatore de’Cuori non la lasciò vivere longo tempo ingannata; peroche, mentre un giorno attendeva a riscaldare il Forno, per cuocere il pane, uscì ben tre volte il fuoco miracolosamente dal Forno verso di Caterina, ritornando però sempre nel Forno senz’altro danno; quasi che I ddio gli dicesse tacitamente nel cuore, che se più pensava male, e detraheva alla buona fama di quelle due Anime sante, l’havere- [372] be eternamente condannata alle fiamme dell’Inferno; aterrita dunque per così gran portento la povera Caterina, ne chiese humilmente perdono, primieramente a Dio, e di poi a Gio. e Leonora; affettionandosi per l’avvenire straordinariamente alla santità d’amendue, e procurando d’imitarli, come fece molto bene, nella bontà della vita fino alla morte. La B. Leonora dunque proseguendo a servire più, che mai, con ardente fervore, il suo celeste Sposo, & a godere i B. Coloquii del buon Gio. attese sempre fin’al fine a camminare con Gigantesco passo verso l’altissimo Auge della perfettione, in fin tanto, che finalmente se n’andò a celebrare le nozze col suo celeste Sposo Giesù Christo, nella gloria del Cielo, l’Anno 1474 e dice il Romano, che più volte ella fù fatta degna di vedere il B. Gio. mentre diceva la Messa, e faceva anche oratione, solevato da terra più di due palmi: viene illustrata col nome di Beata dal Panfilo, dal Romano, e da altri.